“Quando Christo e Jeanne-Claude intervengono su un luogo creano quel che definiscono una gentle disturbance.”

Da sempre sono affascinato dalle opere di Christo e Jeanne-Claude e dalla forza che riescono a sprigionare.
Non si tratta di impacchettare e rendere invisibile un oggetto, esaltandone la forma.
Il loro lavoro per me si nutre dell’immagine. Ognuno di noi ha un ricordo ben preciso di un monumento, di un edificio, di una parte di città.
Nasconderlo, celarlo, impacchettarlo, ci obbliga a ritornare a quel ricordo, a quella serie di numerose immagini di un edificio che vivono nella nostra testa.
Non è paragonabile al cartellone pubblicitario dei ponteggi: lì un’immagine copre e confonde irrimediabilmente un’altra immagine.
Un enorme telo bianco anonimo vive solo dei colori del cielo, proprio come le pietre di un edificio.

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