Architettura come… Graffiti

“Il pregio  degli interventi architettonici bolognesi di Enzo Zacchiroli sta anzitutto nella capacità di convivenza senza mimetismi. La qualità dell’architettura di Zacchiroli è frutto di tre componenti: la percezione del luogo; il governo delle proporzioni; l’impiego di pochi materiali appropriati con coerenza e saggezza”.
Giorgio Trebbi

Tutti i muri sono tele?
E’ lecito scrivere sopra ogni parete della città?

Passavo davanti alla Bigiavi, la storica biblioteca della facoltà di Economia di Bologna, progettata da Enzo Zacchiroli.
Un capolavoro del Novecento inserito con grande maestria nel tessuto urbano del centro storico.
In una città che ha fatto del bugnato a vista uno dei suoi tratti caratteristici, la texture del cemento armato della biblioteca rappresenta un nuovo modello di mise en scène dell’architettura all’interno della spazio urbano.

I graffiti e i volantini hanno però coperto la parte inferiore dell’edificio e, intervenendo, l’amministrazione ha deciso di coprirli con uno strato di vernice grigia, compomettendo così la lettura unitaria dell’edificio.

Ma chi ha scritto su quel muro ha compreso la sua poesia?
Perchè i muri non sono tutti uguali, e a volte, scrivendo su quello sbagliato, si sfregia un pezzo di storia dell’arte.

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