Architettura come… Rovine

“Contemplare le rovine non equivale a fare un viaggio nella storia, ma a fare esperienza del tempo, del tempo puro. Riguardo al passato la storia è troppo ricca, troppo molteplice e troppo profonda per ridursi al segno di pietra che ne è emerso, oggetto perduto come quelli ritrovati dagli archeologi che scavano le loro fette di spazio-tempo”.

Rovine e macerie. Il senso del tempo è un breve saggio di Marc Augé. E’ un viaggio tra le rovine della storia, di tutte le epoche e i tipi, dal Muro di Berlino agli immortali marmi pentelici del Partenone.
L’etnologo francese ci fa scoprire il senso del tempo e il suo dispiegarsi attraverso i manufatti dell’uomo.
Indispensabile per qualsiasi architetto, per comprendere e interrogarsi sul proprio mestiere, sulle ricadute che esso ha sulla città e soprattutto sul suo fruitore, l’uomo.
Un’amara visione dell’architettura contemporanea, incapace di tornare ad essere immortale, come le Piramidi dei faraoni.
Impossibile non aver letto Nonluoghi, i cui riferimenti sono molteplici e di cui questo volume è il naturale prosieguo.
Indispensabile usufruire dei riferimenti bibliografici a piè pagina. Tra tutti gli studi di Andreina Ricci.

“La storia futura non produrrà più rovine. Non ne ha il tempo. Sulle macerie nate dagli scontri che inevitabilmente susciterà, si apriranno nondimeno dei cantieri, e insieme ad essi, chissà, una possibilità di costituire qualche cosa, di ritrovare il senso del tempo e al di là di esso, forse, la coscienza storica.”

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