Architettura come… Flavio Favelli

Cosa vuol dire fare arte? L’artista fiorentino Flavio Favelli dà la sua personale risposta, che invita a riflettere: l’artista non deve guardare fuori di sè o guardarsi allo specchio, l’arte è pura autoreferenzialità, conoscenza delle proprie “immagini interiori”.

Oggi c’è il vizio di prestare attenzione alle opere e ai progetti con un pensiero più “universale” e più “relazionato” ai problemi contemporanei. Tutti si tengono alla larga dalle opere “autoreferenziali”. Non sono mai riuscito a comprendere gli artisti che si rapportano all’arte in termini generici: chi si ispira alla tele di ragno e ne fa un modello 3D, chi è interessato a fare poesia con la geometria, chi a far dire la verità alla materia, o chi evoca l’immagine cosmica di uno spazio stellare. A me sembra sempre di vedere il mio passato con mia madre, mio padre, il mio paese, con le stesse date e tutti gli oggetti che rimangono, e il tempo che si accorcia sempre di più. Per me la questione è andare in fondo alle mie immagini, che spesso sono anche i miei abissi.

[Flavio Favelli, intervistato da Antonio Grulli su FlashArt n°302|maggio 2012]

 

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