Architettura come… Non luoghi

E’ uno dei classici della critica moderna.
L’etnologo francese Marc Augé ha sicuramente influito sul pensiero moderno con questo breve ma intenso pamphlet.
E il termine non-luogo è entrato di diritto nell’insieme di tutte quelle parole da inserire in un proprio discorso, anche se non c’entrano niente… un po’ come zoning, mixité, ….
Tutte parole che parlano di urbanistica, difficili da usare in un paese in cui l’urbanistica è relegata a materia secondaria anche nelle scuole di architettura.

Oltre al saggio, interessante è la prefazione dell’autore, che dà innumerevoli spunti.
Tra tutti il concetto di frontiera. Per Augé frontiera “non significa necessariamente divisione e separazione. Forse l’ideale di un mondo egualitario non passa dall’abolizione di tutte le frontiere, ma dal loro riconoscimento”.

Tendiamo spesso a volere a tutti i costi abbattere ogni frontiera culturale, per sentirci cittadini del mondo, e non chiusi nel nostro piccolo villaggio.
Il riconoscere le frontiere (reali o invisibili) che ci separano dagli altri, dai loro costumi e dalla loro cultura, serve invece a noi per comprendere la nostra identità, che senza il confronto con l’altro non può essere costruita.

Riconoscere la propria identità e unicità non è infatti un reato: in un mondo in cui tutti cercano di distinguersi, essere semplicemente se stessi è forse la cosa più difficile.

Marc Augé - Non Luoghi
Marc Augé – Non Luoghi
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