Architettura come… Shigeru Ban

Il Centre Georges Pompidou ha appena inaugurato la sua sede distaccata a Metz, città della Lorena, al confine con la Francia. Il progetto è dell’architetto giapponese Shigeru Ban insieme ai progettisti Jean de Gastines e Philip Gumuchdjian. Il team ha vinto la concorrenza degli oltre 150 studi di progettazione presentatisi, tra cui in finale spiccavano i nomi di Herzog&DeMeuron, Dominique Perrault e FOA. Il progetto consiste in una grande copertura bianca in Teflon, materiale che Shigeru Ban ha utilizzato in molte delle sue opere, sostenuto da un maglia in legno lamellare, che ricorda gli intrecci dei cappelli cinesi.

Tre grandi tubi rappresentano le sale del museo e sono orientati come cannocchiali ottici verso punti precisi della città: la stazione, il parco della Seille, il centro storico…

La superficie è di oltre 10.000 metri quadri di cui 5000 dedicati all’esposizione delle opere. Una grande parete di oltre 18 metri permette l’esposizione di opere molto grandi, talvolta mai presentate in altre mostre a causa degli spazi. Alla parte museale si aggiungono i vari spazi per i visitatori, come il bookshop e la caffetteria, la grande hall, che misura tutta l’altezza della copertura, una sala teatro e un auditorium. La grande freccia centrale misura 77 metri, un omaggio al Centre Pompidou di Parigi, inaugurato proprio nel 1977.

Attualmente il museo ospita una grande mostra intitolata “Chefs d’Oeuvre” dedicata ai capolavori di tutti i tempi. Tantissime opere esposte, che riempiono tutti gli spazi dell’edificio. Visitata. Quasi impossibile vederla tutta.

L’edificio l’ho visitato con grande interesse, essendo il primo progetto di Shigeru Ban che avevo il piacere di vedere. Credo che dal progetto alla realizzazione si sia perso moltissimo. Molte, troppe, le soluzioni architettoniche che non mi convincono. L’edificio si trova stretto tra due grandi vie e la ferrovia su terrapieno dietro. La facciata posteriore dell’edificio sembra quasi dimenticata, non esiste. Da dietro spuntano i grovigli delle scale antincendio e di tutti gli impianti tecnologici. Quasi a dire: “Per fortuna che c’era il terrapieno…”.

All’interno il percorso inizia con due scale mobili piccolissime, quasi ridicole. Un omaggio al Pompidou di Parigi. Renzo Piano e Richard Rogers con una scala mobile hanno disegnato una facciata, qui le scale mobili salgono fino al primo livello passando per il mezzanino dei bagni…

La salita poi si può continuare o con il corpo scale centrale o con gli ascensori. Scegliere il corpo scale centrale non conviene. illuminato solo con i neon, è trattato alla stregua di un edificio del Bronx… Il pianerottolo distributivo tra sala espositiva, ascensore, corpo scale e bagno sembra un avanzo e soprattutto si rischia quasi di finire in bagno invece che prendere le scale.

Le terrazze che nascono dai diversi orientamenti dei grandi tubi sovrapposti sono piccole, chiuse da porte,…

Mi aspettavo di più. Forse perché il predecessore parigino lo adoro.

Shigeru Ban - Centre Pompidou Metz

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