Architettura come… Pierluigi Spadolini

Ricorrono oggi i dieci anni dalla morte dell’architetto fiorentino Pierluigi Spadolini (Firenze, 15 aprile 1922 – Firenze, 8 giugno 2000) fratello di Giovanni Spadolini, presidente del Senato.

Ha diretto l’Istituto di Progettazione per l’industria e di tecnologie speciali della Facoltà di Architettura di Firenze: è stato infatti uno dei primi architetti italiani a introdurre la prefabbricazione nel progetto d’architettura, ad esempio nella gestione dell’emergenza, realizzando il Sistema Abitativo di Pronto Intervento (SAPI), in vetroresina.

L’uso della prefabbricazione é evidente nella facciata della Sede della Nazione (1961 – 1965), lo storico quotidiano fiorentino. Il ritmo della facciata è scandito da pannelli in cui le finestre assomigliano a feritoie medievali.

Nel 1973 è la volta del Palazzo degli Affari, sempre a Firenze. Anche qui la facciata è disegnata dagli elementi prefabbricati: il primo piano essendo destinato alle esposizioni presenta una maglia più fitta, i piani superiori essendo destinati ad uffici hanno le aperture più ampie.

Interventi sull’esistente sono quelli per la Cassa di Risparmio di Pisa e per il Monte dei Paschi di Siena.

A Pisa l’architetto utilizza addirittura il legno nelle sue più grandi possibilità espressive, facendolo piegare col vapore.

A Siena il lavoro è legato allo studio e al rispetto delle antiche volumetrie dei palazzi Salimbeni, Tantucci, Ranieri Salimbeni e Spannocchi. Come giusto che sia, i nuovi interventi avvengono senza alcuna mimetizzazione, ma sono denunciati. La parte più suggestiva e di grande qualità architettonica è data dalla torre del Castellare dei Salimbeni, che è diventato il punto di snodo di tutto il grande complesso del Monte dei Paschi.

Ha partecipato alla realizzazione del Centro Direzionale di Napoli, il cui masterplan generale è stato firmato dall’architetto Kenzo Tange. Suo è il progetto del piano pedonale e dell’arredo urbano dell’Asse Verde, una lunga strada larga 70 metri e lunga 800, priva del traffico automobilistico, che diviene il parco dell’intero Centro. Dall’Asse si accede alle piastre e successivamente alle torri.

La collaborazione con il grande ingegnere romano Riccardo Morandi porta alla realizzazione della Chiesa di Santa Maria del Redentore.

A mio avviso Pierluigi Spadolini rappresenta l’eredità del Gruppo Toscano, guidato da Giovanni Michelucci e composto da Pier Niccolò Berardi, Nello Baroni, Italo Gamberini, Sarre Guarnieri e Leonardo Lusanna, che negli anni trenta realizzò il progetto della stazione ferroviaria di Firenze Santa Maria Novella.

A Pierluigi Spadolini possiamo aggiungere altri architetti che nelle scuole d’architettura italiane vengono poco spesso citati e che rappresentano una vera e propria stagione culturale a Firenze: Leonardo Ricci, Edoardo Detti, Raffaello Fagnoni, Giuseppe Giorgio Gori, Giovan Battista Bassi, Marco Dezzi Bardeschi, Giovanni Klaus Koenig, Massimo Carmassi.

Da ricordare che una delle poche esperienze di architettura radicale italiana, il gruppo Superstudio, nasce dalla collaborazione di due architetti neolaureati della Facoltà di Architettura di Firenze, Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia.

Pierluigi Spadolini - Monte dei Paschi di Siena

Pierluigi Spadolini - Palazzo dei Congressi, Firenze

Pierluigi Spadolini – Sede La Nazione, Firenze
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